venerdì 4 dicembre 2009

a proposito di vaccini.....


Eccomi a sintetizzare e tradurre un nuovo articolo del 28.11.09 commentato dal dr Mercola su un altro dramma che pare emergere dalla pratica dei vaccini antisuina. Non ultimo… è di ieri la notizia dell’ANSA – subito scomparsa dalla sua homepage- in cui si parla di mutazione del virus in Francia … Dunque non distogliamo l’attenzione dal problema …

Ma torniamo al tema di questo articolo:



“Le autorità sanitarie statunitensi, hanno fatto delle donne incinta uno dei gruppi maggiormente prioritari, a cui somministrare il vaccino influenza suina H1N1, ma è veramente sicuro per le donne incinta e i loro bambini?



In verità, il foglietto illustrativo nei vaccini antisuina dice che non è stata stabilita la sicurezza di questi vaccini per le donne incinta. E da tutta la nazione stanno piovendo notizie di aborti da parte di donne incinte che hanno preso il vaccino antisuina N1H1.



Questi links : Organic Health November 11, 2009 e About.com contengono storie che fanno orrore e rabbia. Se sei una madre incinta NON prendere il vaccine influenza suina H1N1, invece fai il possibile per evitare posti affollati e lavati le mani più del solito e fai riferimento alle molte vie naturali per combattere l’influenza.



I commenti del dr Mercola :


I links citati riportano di storie che addolorano: donne che raccontano di aver avuto un aborto pochi giorni dopo la vaccinazione. Naturalmente il pensiero standard dice che l’aborto “spontaneo” è qualcosa che accade e sicuramente non ha nulla a che vedere con il vaccino. Tuttavia considerare questo evento come semplice “coincidenza” è un grave errore.



Forse alcune delle 20 donne dei blogs avrebbero comunque avuto un aborto spontaneo, ma quando un numero di donne ha delle gravidanze sane, senza fenomeni anomali fino a che riceve l’iniezione del vaccino, dopodiché ha un aborto, allora vale certo indagare!

La verità è che conosciamo veramente poco sulla vera sicurezza ed efficacia della più parte delle medicine e dei vaccini che sono sul mercato.

Nessuno dei vaccini influenzali H1N1 è ai stato testato su donne incinta.

Se volete essere una cavia.. allora fatelo. Ma vi esorto a non farlo. Semplicemente non è vostra responsabilità sottostare a questo tipo di test crudele. Sappiate questo: i produttori di vaccini ed i medici che amministrano le iniezioni sono legalmente protetti, se qualcosa dovesse andare storto. Non potete citarli per danni.

Se leggete i foglietti illustrativi, scoprirete che NESSUNO di questi vaccini è stato mai testato per sicurezza ed efficacia in donne incinta e in madri in allattamento e nessuno di loro è raccomandato per donne incinta se non “esplicitamente necessario”

Dovete anche sapere che non sono stati fatti studi sulla riproduzione, per determinare come questi vaccini influenzali (sia quello stagionale che l’H1N1) si ripercuotano sulla fertilità futura e se interferiscano o meno con lo sviluppo del feto.

Quindi, veramente… siete poco più che un soggetto per il test; una statistica che può o meno essere contata, in funzione del fatto se i vostri effetti collaterali siano riportati in modo adeguato e se su di essi viene fatta una investigazione, nel caso dovesse andare male qualcosa.

Negli USA, 4 vaccini H1N1 hanno avuto l’approvazione della FDA (Food and Drug Admnistration) e potete leggere i foglietti illustrativi ai links seguenti:

MedImmune (intranasal spray)
Novartis
Sanofi-Pasteur
CSL Biotherapies, Inc.

[Dai dati tecnici che emergono dalle indicazioni dei fogliettini illustrativi, il dr Mercola deduce che] il vaccino non funziona su 3 casi su 4.

Il 25 percento di possibilità di raccogliere un qualche beneficio vale il rischio soprattutto se siete incinta? Molti funzionari e medici dicono che il beneficio vale il rischio e spingono le donne incinta a farsi vaccinare con uno o entrambi i vaccini, in questo anno. Affermano che il rischio potenziale insito nel contrarre l’influenza mentre si è incinta, sia molto più significativo che ogni potenziale danno derivante dal vaccino.

Ma è veramente vero?

Uno studio pubblicato nel numero estivo del 2006 del Journal of American Physicians and Surgeons, intitolato Influenza Vaccination During Pregnancy: A Critical Assessment of the Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) (vaccinazione influenzale durante la gravidanza: una valutazione critica delle raccomandazioni dell’Assemblea consultiva sulle pratiche di immunizzazione) , conclude che si dovrebbe ritirare la raccomandazione del vaccino influenzale a donne incinte, in quanto:

a) una influenza è raramente una complicazione per una donna incinta e
b) non sono stati fatti studi sulla sicurezza

Un altro fatto interessante evidenziato in questo studio è che, ironicamente, alcune delle prove usate per creare la raccomandazione per vaccinare donne incinte, indicano che esso può causare più danno che beneficio!

Paradossalmente gli autori hanno trovato che le ospedalizzazioni correlate a malattie simili all’influenza , nelle donne vaccinate sono 4 volte tanto. (il 2,8% contro lo 0.7%)

Queste osservazioni non sono mettono in discussione l’efficacia del vaccino, ma sollevano anche la preoccupazione che la vaccinazione in realtà porti un rischio aggiuntivo di malattia simile alla influenza

Infine lo studio mette in discussione il fondamento logico di usare lo studio relativo al vaccino della polio – rifiutato dall’Institute of Medicine sulla base di un disegno di studio fragile– in sostegno alla decisione che le vaccinazioni influenzali siano sicure per donne incinta. Gli autori hanno chiamato questa decisione “peculiare”.

Spero che queste informazioni vi aiutino a soppesare i rischi e i benefici per decidere in modo più preparato e con conoscenza, sia per voi che per la vostra famiglia. Nessuno può o dovrebbe fare questa decisione per voi.

Vi esorto a continuare ad informarvi ed apprendere notizie sui vaccini, prima che un’altra generazione venga persa a causa della arroganza ed avidità mediche”.

Fonte: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/11/28/Shocking-Swine-Flu-Vaccine-Miscarriage-Stories.aspx
traduzione e sintesi Cristina Bassi

Fonte: http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=207&id_categoria=14&id_sottocategoria=63 Eccomi a sintetizzare e tradurre un nuovo articolo del 28.11.09 commentato dal dr Mercola su un altro dramma che pare emergere dalla pratica dei vaccini antisuina. Non ultimo… è di ieri la notizia dell’ANSA – subito scomparsa dalla sua homepage- in cui si parla di mutazione del virus in Francia … Dunque non distogliamo l’attenzione dal problema …

Ma torniamo al tema di questo articolo:



“Le autorità sanitarie statunitensi, hanno fatto delle donne incinta uno dei gruppi maggiormente prioritari, a cui somministrare il vaccino influenza suina H1N1, ma è veramente sicuro per le donne incinta e i loro bambini?



In verità, il foglietto illustrativo nei vaccini antisuina dice che non è stata stabilita la sicurezza di questi vaccini per le donne incinta. E da tutta la nazione stanno piovendo notizie di aborti da parte di donne incinte che hanno preso il vaccino antisuina N1H1.



Questi links : Organic Health November 11, 2009 e About.com contengono storie che fanno orrore e rabbia. Se sei una madre incinta NON prendere il vaccine influenza suina H1N1, invece fai il possibile per evitare posti affollati e lavati le mani più del solito e fai riferimento alle molte vie naturali per combattere l’influenza.



I commenti del dr Mercola :


I links citati riportano di storie che addolorano: donne che raccontano di aver avuto un aborto pochi giorni dopo la vaccinazione. Naturalmente il pensiero standard dice che l’aborto “spontaneo” è qualcosa che accade e sicuramente non ha nulla a che vedere con il vaccino. Tuttavia considerare questo evento come semplice “coincidenza” è un grave errore.



Forse alcune delle 20 donne dei blogs avrebbero comunque avuto un aborto spontaneo, ma quando un numero di donne ha delle gravidanze sane, senza fenomeni anomali fino a che riceve l’iniezione del vaccino, dopodiché ha un aborto, allora vale certo indagare!

La verità è che conosciamo veramente poco sulla vera sicurezza ed efficacia della più parte delle medicine e dei vaccini che sono sul mercato.

Nessuno dei vaccini influenzali H1N1 è ai stato testato su donne incinta.

Se volete essere una cavia.. allora fatelo. Ma vi esorto a non farlo. Semplicemente non è vostra responsabilità sottostare a questo tipo di test crudele. Sappiate questo: i produttori di vaccini ed i medici che amministrano le iniezioni sono legalmente protetti, se qualcosa dovesse andare storto. Non potete citarli per danni.

Se leggete i foglietti illustrativi, scoprirete che NESSUNO di questi vaccini è stato mai testato per sicurezza ed efficacia in donne incinta e in madri in allattamento e nessuno di loro è raccomandato per donne incinta se non “esplicitamente necessario”

Dovete anche sapere che non sono stati fatti studi sulla riproduzione, per determinare come questi vaccini influenzali (sia quello stagionale che l’H1N1) si ripercuotano sulla fertilità futura e se interferiscano o meno con lo sviluppo del feto.

Quindi, veramente… siete poco più che un soggetto per il test; una statistica che può o meno essere contata, in funzione del fatto se i vostri effetti collaterali siano riportati in modo adeguato e se su di essi viene fatta una investigazione, nel caso dovesse andare male qualcosa.

Negli USA, 4 vaccini H1N1 hanno avuto l’approvazione della FDA (Food and Drug Admnistration) e potete leggere i foglietti illustrativi ai links seguenti:

MedImmune (intranasal spray)
Novartis
Sanofi-Pasteur
CSL Biotherapies, Inc.

[Dai dati tecnici che emergono dalle indicazioni dei fogliettini illustrativi, il dr Mercola deduce che] il vaccino non funziona su 3 casi su 4.

Il 25 percento di possibilità di raccogliere un qualche beneficio vale il rischio soprattutto se siete incinta? Molti funzionari e medici dicono che il beneficio vale il rischio e spingono le donne incinta a farsi vaccinare con uno o entrambi i vaccini, in questo anno. Affermano che il rischio potenziale insito nel contrarre l’influenza mentre si è incinta, sia molto più significativo che ogni potenziale danno derivante dal vaccino.

Ma è veramente vero?

Uno studio pubblicato nel numero estivo del 2006 del Journal of American Physicians and Surgeons, intitolato Influenza Vaccination During Pregnancy: A Critical Assessment of the Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) (vaccinazione influenzale durante la gravidanza: una valutazione critica delle raccomandazioni dell’Assemblea consultiva sulle pratiche di immunizzazione) , conclude che si dovrebbe ritirare la raccomandazione del vaccino influenzale a donne incinte, in quanto:

a) una influenza è raramente una complicazione per una donna incinta e
b) non sono stati fatti studi sulla sicurezza

Un altro fatto interessante evidenziato in questo studio è che, ironicamente, alcune delle prove usate per creare la raccomandazione per vaccinare donne incinte, indicano che esso può causare più danno che beneficio!

Paradossalmente gli autori hanno trovato che le ospedalizzazioni correlate a malattie simili all’influenza , nelle donne vaccinate sono 4 volte tanto. (il 2,8% contro lo 0.7%)

Queste osservazioni non sono mettono in discussione l’efficacia del vaccino, ma sollevano anche la preoccupazione che la vaccinazione in realtà porti un rischio aggiuntivo di malattia simile alla influenza

Infine lo studio mette in discussione il fondamento logico di usare lo studio relativo al vaccino della polio – rifiutato dall’Institute of Medicine sulla base di un disegno di studio fragile– in Eccomi a sintetizzare e tradurre un nuovo articolo del 28.11.09 commentato dal dr Mercola su un altro dramma che pare emergere dalla pratica dei vaccini antisuina. Non ultimo… è di ieri la notizia dell’ANSA – subito scomparsa dalla sua homepage- in cui si parla di mutazione del virus in Francia … Dunque non distogliamo l’attenzione dal problema …

Ma torniamo al tema di questo articolo:



“Le autorità sanitarie statunitensi, hanno fatto delle donne incinta uno dei gruppi maggiormente prioritari, a cui somministrare il vaccino influenza suina H1N1, ma è veramente sicuro per le donne incinta e i loro bambini?



In verità, il foglietto illustrativo nei vaccini antisuina dice che non è stata stabilita la sicurezza di questi vaccini per le donne incinta. E da tutta la nazione stanno piovendo notizie di aborti da parte di donne incinte che hanno preso il vaccino antisuina N1H1.



Questi links : Organic Health November 11, 2009 e About.com contengono storie che fanno orrore e rabbia. Se sei una madre incinta NON prendere il vaccine influenza suina H1N1, invece fai il possibile per evitare posti affollati e lavati le mani più del solito e fai riferimento alle molte vie naturali per combattere l’influenza.



I commenti del dr Mercola :


I links citati riportano di storie che addolorano: donne che raccontano di aver avuto un aborto pochi giorni dopo la vaccinazione. Naturalmente il pensiero standard dice che l’aborto “spontaneo” è qualcosa che accade e sicuramente non ha nulla a che vedere con il vaccino. Tuttavia considerare questo evento come semplice “coincidenza” è un grave errore.



Forse alcune delle 20 donne dei blogs avrebbero comunque avuto un aborto spontaneo, ma quando un numero di donne ha delle gravidanze sane, senza fenomeni anomali fino a che riceve l’iniezione del vaccino, dopodiché ha un aborto, allora vale certo indagare!

La verità è che conosciamo veramente poco sulla vera sicurezza ed efficacia della più parte delle medicine e dei vaccini che sono sul mercato.

Nessuno dei vaccini influenzali H1N1 è ai stato testato su donne incinta.

Se volete essere una cavia.. allora fatelo. Ma vi esorto a non farlo. Semplicemente non è vostra responsabilità sottostare a questo tipo di test crudele. Sappiate questo: i produttori di vaccini ed i medici che amministrano le iniezioni sono legalmente protetti, se qualcosa dovesse andare storto. Non potete citarli per danni.

Se leggete i foglietti illustrativi, scoprirete che NESSUNO di questi vaccini è stato mai testato per sicurezza ed efficacia in donne incinta e in madri in allattamento e nessuno di loro è raccomandato per donne incinta se non “esplicitamente necessario”

Dovete anche sapere che non sono stati fatti studi sulla riproduzione, per determinare come questi vaccini influenzali (sia quello stagionale che l’H1N1) si ripercuotano sulla fertilità futura e se interferiscano o meno con lo sviluppo del feto.

Quindi, veramente… siete poco più che un soggetto per il test; una statistica che può o meno essere contata, in funzione del fatto se i vostri effetti collaterali siano riportati in modo adeguato e se su di essi viene fatta una investigazione, nel caso dovesse andare male qualcosa.

Negli USA, 4 vaccini H1N1 hanno avuto l’approvazione della FDA (Food and Drug Admnistration) e potete leggere i foglietti illustrativi ai links seguenti:

MedImmune (intranasal spray)
Novartis
Sanofi-Pasteur
CSL Biotherapies, Inc.

[Dai dati tecnici che emergono dalle indicazioni dei fogliettini illustrativi, il dr Mercola deduce che] il vaccino non funziona su 3 casi su 4.

Il 25 percento di possibilità di raccogliere un qualche beneficio vale il rischio soprattutto se siete incinta? Molti funzionari e medici dicono che il beneficio vale il rischio e spingono le donne incinta a farsi vaccinare con uno o entrambi i vaccini, in questo anno. Affermano che il rischio potenziale insito nel contrarre l’influenza mentre si è incinta, sia molto più significativo che ogni potenziale danno derivante dal vaccino.

Ma è veramente vero?

Uno studio pubblicato nel numero estivo del 2006 del Journal of American Physicians and Surgeons, intitolato Influenza Vaccination During Pregnancy: A Critical Assessment of the Recommendations of the Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP) (vaccinazione influenzale durante la gravidanza: una valutazione critica delle raccomandazioni dell’Assemblea consultiva sulle pratiche di immunizzazione) , conclude che si dovrebbe ritirare la raccomandazione del vaccino influenzale a donne incinte, in quanto:

a) una influenza è raramente una complicazione per una donna incinta e
b) non sono stati fatti studi sulla sicurezza

Un altro fatto interessante evidenziato in questo studio è che, ironicamente, alcune delle prove usate per creare la raccomandazione per vaccinare donne incinte, indicano che esso può causare più danno che beneficio!

Paradossalmente gli autori hanno trovato che le ospedalizzazioni correlate a malattie simili all’influenza , nelle donne vaccinate sono 4 volte tanto. (il 2,8% contro lo 0.7%)

Queste osservazioni non sono mettono in discussione l’efficacia del vaccino, ma sollevano anche la preoccupazione che la vaccinazione in realtà porti un rischio aggiuntivo di malattia simile alla influenza

Infine lo studio mette in discussione il fondamento logico di usare lo studio relativo al vaccino della polio – rifiutato dall’Institute of Medicine sulla base di un disegno di studio fragile– in sostegno alla decisione che le vaccinazioni influenzali siano sicure per donne incinta. Gli autori hanno chiamato questa decisione “peculiare”.

Spero che queste informazioni vi aiutino a soppesare i rischi e i benefici per decidere in modo più preparato e con conoscenza, sia per voi che per la vostra famiglia. Nessuno può o dovrebbe fare questa decisione per voi.

Vi esorto a continuare ad informarvi ed apprendere notizie sui vaccini, prima che un’altra generazione venga persa a causa della arroganza ed avidità mediche”.

Fonte: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/11/28/Shocking-Swine-Flu-Vaccine-Miscarriage-Stories.aspx
traduzione e sintesi Cristina Bassi

Fonte: http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=207&id_categoria=14&id_sottocategoria=63 sostegno alla decisione che le vaccinazioni influenzali siano sicure per donne incinta. Gli autori hanno chiamato questa decisione “peculiare”.

Spero che queste informazioni vi aiutino a soppesare i rischi e i benefici per decidere in modo più preparato e con conoscenza, sia per voi che per la vostra famiglia. Nessuno può o dovrebbe fare questa decisione per voi.

Vi esorto a continuare ad informarvi ed apprendere notizie sui vaccini, prima che un’altra generazione venga persa a causa della arroganza ed avidità mediche”.

Fonte: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/11/28/Shocking-Swine-Flu-Vaccine-Miscarriage-Stories.aspx
traduzione e sintesi Cristina Bassi

Fonte: http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=207&id_categoria=14&id_sottocategoria=63

giovedì 17 settembre 2009

Influenza A: stop alle vaccinazioni di massa. Ricordate l’influenza aviaria?

Gli autori di un fortunato libro edito gli scorsi mesi, da “Stampa Alternativa” nella collana “I Libri di Gaia-Ecoalfabeto”, dal titolo FarmaKiller, intervengono a proposito dell’allarme per “l’influenza A”.

Il virus A/H1N1 ha scatenato la psicosi tra i cittadini e gli appetiti delle Big Pharma, le multinazionali del farmaco. Decine di milioni di dosi di vaccino sono pronte per essere somministrate, nonostante il vaccino non sia, al momento, né sicuro, né efficace. I vaccini anti influenzali hanno, generalmente, successo in tre casi su 10. A giudizio dei maggiori farmacologi italiani, inoltre, non esiste un sistema credibile e rigoroso di farmacovigilanza per verificare la reale efficacia dei vaccini una volta somministrati. La possibile mutazione del virus influenzale, inoltre, rischia di rendere il vaccino inutile proprio nel momento in cui è in corso la vaccinazione di massa.

Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello BaraghiniLa paventata “pandemia” del nuovo virus si trasformerà in affari miliardari per alcune solite note industrie farmaceutiche, per poi dissolversi nell’oblio, come accaduto per l’influenza aviaria. Gli autori di FarmaKiller, Stefano Apuzzo (già deputato e Presidente di Amici della Terra Lombardia) e Marcello Baraghini (fondatore di Stampa Alternativa), ricordano proprio l’esperienza dell’influenza aviaria e del relativo vaccino che invase i mercati e ripercorrono nel libro la storia di alcuni vaccini dagli effetti molto dubbi, quando non dannosi.

Molte malattie “storiche” hanno iniziato il trend calante nel mondo con il miglioramento delle condizioni di vita, di igiene e di alimentazione, ben prima dell’introduzione dei vaccini di massa. Per programmare una vaccinazione di massa occorre che si abbia di fronte una seria e pericolosa minaccia, non una influenza, simile a molte altre.

Le Big Pharma hanno bisogno di conquistare nuovi mercati per i propri farmaci: bambini, anziani, disagio e ansia, semplici influenze camuffate da “pandemie”. E gli Stati, tra cui quello italiano, stanno per regalare alle multinazionali del farmaco miliardi di euro. Un esempio della inutilità delle vaccinazioni massicce, riportato in FarmaKiller: dopo lo Tsunami del 2004, in Indonesia ricomparse la Polio, eppure ogni anno oltre il 90% della popolazione era stata vaccinata. Come mai? Forse centravano le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, a seguito del disastro ambientale e sociale?

Fonte: Farmakiller - Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza di Stefano Apuzzo e Marcello Baraghini
Collana Ecoalfabeto

sabato 5 settembre 2009

L’inchiesta. Tutto quello che non avrebbero voluto farci sapere sull’11/9 di Carlo Bonini - «Il Venerdì di Repubblica», 28 agosto 2009


Nella disastrosa eredità consegnata all’America e al mondo intero da due mandati presidenziali repubblicani, c’è una ferita più profonda di altre che ha a che fare con la Verità e la Menzogna. Con le premesse dell’11 settembre e le sue conseguenze. E come sempre accade nelle grandi democrazie, il tempo, da solo, non è mai una buona medicina. Perché l’oblio non è una risposta. Per questo, a otto anni di distanza da quel giorno che ha cambiato per sempre il corso della Storia, la domanda su quella mattina di orrore e di sangue non è più «come è potuto accadere», ma un’altra. A ben vedere cruciale. Chi è il padre della verità sull’11 settembre? Chi, dunque, davvero ne ha indirizzato il percorso e gli approdi?

Come è noto, la verità ufficiale sull’11 settembre ha la firma di una Commissione d’inchiesta (9/11 Commission) bipartisan del Parlamento americano (cinque repubblicani e altrettanti democratici), che, nell’estate del 2004, rassegnò le proprie conclusioni e raccomandazioni al termine di un lavoro i cui atti, disponibili in rete e raccolti per altro in un volume, sono diventati nel tempo un testo di diffusione mondiale. A quelle conclusioni – che di fatto non riuscirono a individuare responsabilità politiche cruciali né nell’amministrazione repubblicana di allora né in quella democratica che l’aveva preceduta, ma al contrario, illuminarono solo una lunga catena di falle nel sofisticato, ma burocratico, apparato della sicurezza e dell’intelligence – a tutt’oggi non crede un 53 per cento degli americani, convinto come è che «il governo abbia nascosto tutto o in parte la verità».

Nelle ragioni di questa sfiducia si ripropone evidentemente l’attualità della domanda - chi è il padre della verità sull’li settembre? - e il presupposto di un eccellente lavoro di inchiesta giornalistica che porta la firma di un autorevole cronista del «New York Times», Philip Shenon. Una storia di 583 pagine magnificamente documentata, trasparente quanto ricca nelle fonti, che a quella domanda offre delle prime risposte e che ora, a un anno dalla pubblicazione negli Stati Uniti, arriva nella sua traduzione e titolo italiani: Omissis, tutto quello che non hanno voluto farci sapere sull’11 settembre (Piemme edizioni).

Scrive Shenon: «Ho cominciato a lavorare al libro nel gennaio del 2003, quando il «New York Times» mi affidò l’incarico di occuparmi della Commissione sull’11 settembre.

Non ero sicuro di volere quel lavoro. È strano ripensarci adesso, ma all’epoca non era chiaro se la Commissione avrebbe suscitato l’interesse dell’opinione pubblica. (...) Oggi sono grato a chi mi fece cambiare idea e mi convinse ad accettare». Nello stupore «postumo» di Shenon non c’è soltanto l’onesta ammissione di quel clima di anestesia e manipolazione collettiva che, per anni, ha imprigionato opinione pubblica e media americani, convinti delle «verità» dell’11 settembre prima ancora che fossero indagate, come delle «ragioni» truccate della guerra in Iraq. C’è la stessa sorpresa che percorre e annoda tutti i passaggi di questa controinchiesta sul lavoro della Commissione 11 settembre e che, a dispetto della sua intricata e affollata trama, dei suoi protagonisti, dei suoi luoghi claustrofobici (la scena si svolge per intero nella Washington dei palazzi del potere, chiusa tra Pennsylvania Avenue e K Street, tra la Casa Bianca, Capitol Hill e gli uffici che la Commissione aveva individuato come suo quartier generale), si lascia leggere anche da chi non ha alcuna familiarità con i corridoi e il retrobottega della politica americana.

Nello scomporre e passare al microscopio i passaggi cruciali del lavoro della Commissione 11 settembre, l’inchiesta di Shenon, in un plot rigidamente cronologico (maggio 2002-luglio 2004), si svela infatti per quello che è: una cronaca del potere. Innanzitutto vera e non avventurosa, perché documentata. Ma anche simbolica. Per la sua capacità di raccontare come, all’indomani dell’11 settembre, il problema (per altro non solo americano, per chi ha voglia di ricordare quale sia stato il cover-up del governo italiano sul coinvolgimento dell’intelligence del nostro Paese nella vicenda dell’uranio nigeriano: il cosiddetto affare Niger-gate) non fu la ricerca della verità. Ma la ricerca di una verità «compatibile». Che, al contrario di qualunque verità, non facesse male a nessuno. Che collimasse con l’interesse domestico di un’amministrazione che si preparava a chiedere un secondo mandato agli elettori. Che non superasse la soglia di tolleranza al dolore delle burocrazie della sicurezza interna (Fbi) ed esterna (Cia) e degli uomini che in quel momento le dirigevano (Robert Mueller e George Tenet). Che mantenesse intatto il segreto inconfessabile del regime saudita e dunque i suoi legami con i dirottatori dell’11 settembre. Che insomma accompagnasse, senza farle deragliare, le politiche, le strategie, le priorità di intervento contro la violenza del radicalismo islamico battezzate dalla Casa Bianca di George Bush e Dick Cheney.

Messe in fila, le «rivelazioni» del lavoro di Shenon acquistano così un senso corale e intelligibile. Per citarne solo alcune, si comprende per quale motivo, all’indomani della sua nomina a presidente della Commissione 11 settembre, l’ex segretario di Stato Henry Kissinger preferì dimettersi, piuttosto che svelare all’America, e prima ancora alle aggressive Jersey girls (il gruppo delle vedove dell’attacco alle Torri Gemelle), quali clienti sauditi («i Bin Laden?», gli fu chiesto) avesse nel proprio portafoglio la sua Kissinger associates e dunque quale potenziale conflitto di interessi lo assediasse. E per quale motivo finirono sepolti negli atti della Commissione dettagli capaci di raccontare qualcosa di più e di molto diverso sui dirottatori dell’11 settembre, di smontare la loro rappresentazione di martiri ammaestrati con la lettera del Corano in qualche sperduta caverna afgana (non solo il sostegno che ricevettero da sauditi residenti in California durante il periodo del loro addestramento, ma, ad esempio, anche le loro visite nei sexy-shop e la loro frequentazione di escort). Di più: si intuiscono le ragioni del terrore che aggredì Sandy Berger, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Bili Clinton, all’indomani dell’attacco alle Torri e al Pentagono, convincendolo a trafugare dagli Archivi nazionali di Washington documenti coperti da segreto di Stato che gli avrebbero consentito di preparare una difesa politica credibile dell’amministrazione democratica di cui aveva fatto parte e del suo impegno nella lotta ad Osama Bin Laden e alla sua Al Qaeda.

Naturalmente, Shenon dà un nome a chi fece in modo che l’indagine della Commissione 11 settembre, a dispetto dei suoi poteri di inchiesta, della straordinaria qualità dei suoi investigatori e del suo ufficio di presidenza bipartisan (il repubblicano Tom Kean e il democratico Lee Hamilton) finisse con il cercare soltanto una «verità compatibile». Ed è un nome, Philip Zelikow, che nel nostro Paese non dice nulla a nessuno.

Professore dell’università della Virginia, Zelikow, da direttore esecutivo della Commissione, sarà cruciale nella scelta dei testimoni da cercare e interrogare. Negli atti da acquisire o da cestinare.

Fino a diventare il vero padrone della Commissione, capace di governarne di fatto ogni mossa di indagine. I suoi rapporti con Karl Rove (l’uomo che inventò Bush) e con Condoleezza Rice, le sue costanti telefonate alla Casa Bianca, saranno a lungo il suo «segreto». Con il suo Omissis, Shenon lo fa cadere.

mercoledì 2 settembre 2009

La Grecia attuerà delle vaccinazioni obbligatorie contro l'influenza suina di P. J. Watson

La Grecia é diventata la prima nazione ad annunciare che attuerà un programma di vaccinazioni obbligatorie contro l'influenza suina, nonostante le paure sulle iniezioni contenenti mercurio e squalene.

Nonostante il fatto che non ci sia stato assolutamente nessun caso di morte imputabile all'influenza suina nel paese mediterraneo, il governo greco ha deciso di immunizzare la sua intera popolazione di 12 milioni di persone, garantendo così praticamente che diverse migliaia di esse saranno danneggiate od uccise dal vaccino per il quale é stata programmata una corsia preferenziale per l'approvazione che non prevede nessuna sperimentazione sugli esseri umani.

“Abbiamo deciso che l'intera popolazione, tutti i cittadini ed i residenti, senza eccezione, saranno vaccinati contro l'inlfuenza suina” ha detto il ministro della sanità Dimitris Avramopoulos said dopo una riunione del consiglio dei ministri.

“Stiamo solo aspettando l'approvazione dell'Unione Europea per iniziare a vaccinare tutti” ha riferito alla Reuters un funzionario del ministero della sanità.

Come sottolineato la scorsa settimana molte partite del vaccino contro il virus H1N1 conterranno mercurio, una tossina collegata all'insorgenza di autismo e disturbi neurologici. I casi di autismo negli U.S.A. sono aumentati del 1.500% a partire dal 1991, ovvero da quando é stato raddoppiato il numero di vaccini somministrati ai bambini.

L'iniezione vaccinale contro l'influenza suina conterrà anche il pericoloso ingrediente squalene, che é stato direttamente collegato ai casi di Sindrome del Golfo e a tutta una serie di altre malattie debilitanti.

Lo squalene “ha contribuito alle reazioni a cascata denominate Sindrome del Golfo, artrite, fibromialgia, linfoadenopatia, eruzioni cutanee, eruzioni cutanee fotosensitive, eruzioni cutanee alle guance, sindrome da fatica cronica, cefalea cronica, perdita anormale di peli, lesioni cutanee inguaribili, stomatite aftose, vertigini, debolezza, perdita di memoria, colpi apoplettici, cambiamenti dell'umore, problemi neuropsichiatrici, effetti negativi sulla tiroide, anemia, elevato indice di eritrosedimentazione, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, Sclerosi Laterale Amiotroficafenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica, accessi di sudore notturno e leggera febbre” secondo quanto riferisce la La micropaleontologa dottoressa Viera Scheibner. (ALS),

Le autorità sanitarie sia in Gran bretagna che negli Stati Uniti hanno sottinteso che la prossima vaccinazione di massa contro il virus H1N1 sarà obbligatoria, ma nessuna decisione formale é stata comunicata alla popolazione. Tuttavia entrambi i paesi si stanno procurando abbastanza dosi per coprire l'intera popolazione.

Un cittadino che era preoccupato dall'eventuale programma di vaccinazione di massa obbligatoria in vista della pandemia di influenza suina ha chiamato il Ministero della Sanità dell'Arkansas per avere informazioni al riguardo, solo per sentirsi rispondere che le vaccinazioni obbligatorie sono costituzionali e che potrebbero essere attuate dal governo con la minaccia della forza se necessario.

Le compagnie farmaceutiche sono state rassicurate che non dovranno affrontare nessun procedimento legale per le molte migliaiaia di infortuni e di morti che inevitabilmente avverranno come risultato dell'esposizione di milioni di persone al mercurio ed allo squalene nel corso di un programma di vaccinazione di massa, perché il governo ha già emanato un atto per fornirle di immunità giuridica contro le azioni penali.

“I produttori dei vaccini ed i funzionari federali saranno protetti da ogni azione legale connessa con la somministrazione di qualsiasi nuovo vaccino contro l'influenza suina, da un documento firmato dal Ministro per la Sanità ed i Servizi Sociali Kathleen Sebelius,” ha riferito l'Associated Press lo scorso mese.

Traduzione dell'articolo "Greece To Enforce Mandatory Swine Flu Vaccinations"
di P. J. Watson apparso sul sito
prisonplanet.com il 3 agosto 2009.

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/08/vaccinazioni-obbligatorie-in-grecia.html

Le spesucce tricolori per la "ricostruzione dell'Afghanistan" -di Giancarlo Chetoni


Nel quanto ci costa la “missione di pace“ c’è un capitolo uscite a fondo perduto per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan da far paura.
Dal 2002, nelle mani del pagliaccesco sindaco di Kabul, Karzai, e del suo gabinetto di trafficanti di droga e criminali di guerra sono finiti centinaia e centinaia di milioni di euro sottratti alle tasche dei contribuenti italiani dagli esecutivi Berlusconi, Prodi, Berlusconi.
Al Palazzo di Vetro ci siamo conquistati da un bel po’ di anni la medaglia di Paese donatore di primo livello. Un biglietto da visita, lo sostiene Frattini, di cui l’Italia può essere giustamente orgogliosa.
Insomma paghiamo molto, bene e senza fiatare tenendo peraltro la bocca rigorosamente chiusa sugli affari sporchi organizzati dai Segretari Generali delle Nazioni Unite.
Se le ricerche che abbiamo fatto sono corrette, sono già quattro gli appuntamenti internazionali organizzati dal Palazzo di Vetro durante le gestioni Kofi Annan e Ban Ki Moon che ci hanno visto tra i più affezionati contribuenti-protagonisti per la “ricostruzione“ del Paese delle Montagne: Tokio 2002, Berlino 2004, Londra 2006, Parigi 2008.
Il 29 Giugno scorso, un comunicato molto ma molto fumoso dell’Ansa ci ha fatto sapere che questa volta il 5° raduno della “Spectre“ si terrà in Afghanistan, lontano da occhi indiscreti e, come ampiamente prevedibile, tra ingenti misure di sicurezza, arrivi e trasferimenti a “sorpresa“, stile zona verde di Baghdad.
Parteciperanno al summit di Kabul prima della fine del 2009 – dopo le elezioni farsa che incoroneranno l’ex Presidente della Unocal – i Ministri degli Esteri dell’Occidente ed un numero non precisato di misteriosissime fondazioni private.
Con tutta evidenza, sotto la spinta di sempre più pressanti esigenze economiche e militari, i tempi dei “rifinanziamenti“ organizzati dall’ONU per la “ricostruzione“ dell’Afghanistan si stanno pericolosamente accorciando. Gli scarponi di Enduring Freedom ed ISAF-NATO in Afghanistan, in soli 450 giorni, sono lievitati da 67.000 a 118.000.
Nei prossimi 4 anni, l’Italia aumenterà il proprio contingente dagli attuali 3.250 militari a più di 6.000, con il via libera, già esecutivo, del Consiglio Supremo di Difesa che vede al vertice, come Capo delle Forze Armate, un sempre più invadente ed aggressivo Giorgio Napolitano. Il padre-padrone della Repubblica Italiana delle Banane che sponsorizza improponibili delfini per la prossima occupazione del Quirinale.
Un Presidentissimo che ci costa, al netto dei risparmi annunciati dal Segretario Generale Donato Marra, la sommetta niente male di 228 milioni di euro all’anno per il triennio 2010-2012.
Cresciuti vertiginosamente anche i costi dell’approvvigionamento logistico, dell’usura materiali e delle dotazioni militari USA-NATO in Afghanistan, sempre più sofistiche e micidiali.
L’amministrazione Bush, dal Novembre 2001 al Dicembre 2008, ha bruciato nel Paese delle Montagne risorse per 179 miliardi di dollari, la NATO ne ha buttati dalla finestra 102.
Le forze ISAF sono arrivate alla spicciolata ed in tempi più lunghi su un “campo operativo” che non offre, contrariamente all’Iraq, lo sfruttamento e la commercializzazione sui mercati esteri di risorse petrolifere e minerarie per il sostentamento delle forze di occupazione, né di una polizia e di un esercito dipendenti dal “governo centrale“ di Kabul che conta attualmente su un organico di 170.000 uomini, in questo caso male armati e peggio retribuiti, demotivati ed a corto di addestramento.
La stima de Jaap De Hoop Scheffer sulla permanenza delle truppe occidentali in Centro Asia per 25 anni, nel mese di agosto scorso è stata rivista al rialzo a 40 dal Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà Britannica, sir David Richards. La bolletta che l’Occidente, già in piena crisi economica, dovrà pagare in Afghanistan sarà di dimensioni catastrofiche al di là della piega che prenderà sul campo la guerra tra “pacificatori“ e “terroristi“.
L’ultima Conferenza dei Paesi donatori si è tenuta il 10-11 giugno 2008 a Parigi, alla presenza di Sarkozy e della Rice.
Il Ministro degli Esteri Bernard Kouchner in quell’occasione affermerà di aver raccolto dalla “Comunità Internazionale“ – composta, a suo dire, da 67 Stati aderenti e 17 fondazioni private – fondi per complessivi 19,95 miliardi di euro.
Né Ban Ki Moon né Kouchner riveleranno, nella conferenza di chiusura, la lista ufficiale dei Paesi presenti al vertice.
Frattini dal canto suo, al ritorno a Roma, invierà alle agenzie di stampa un breve comunicato in cui renderà noto che nel triennio 2008-2011 l’impegno dell’Italia in Afghanistan si sarebbe attestato a 150 milioni di euro per “liberare il Paese dal terrorismo e dalla droga e permettere al Governo di Kabul di prendere definitivamente in mano la situazione“.
Per quanto ne abbiamo saputo, in via confidenziale, l’entità del finanziamento a fondo perduto garantito per l’occasione dall’Italia all’ONU nella capitale francese sarebbe più ingente.
Ma non è questo il punto.
[Il “pledge “ ammesso ufficialmente dal Bel Paese a Berlino 2004 raggiungerà i 145 milioni di euro.]
Passiamo ora alla voce “Cooperazione italiana allo sviluppo“, gestione diretta DGCS in Afghanistan, organizzazione del Ministero degli Esteri.
Dal 2001 al 2008, la Farnesina ha approvato iniziative “umanitarie“ per 436 milioni e ha erogato finanziamenti, anche qui a fondo perduto, per 355 milioni di euro.
In particolare, è stato incrementato il sostegno ai trust fund del Governo Karzai per 35 milioni di euro e 104 se ne sono andati per il collegamento stradale Kabul-Bamyan (i dati sono ufficiali ed a disposizione in rete).
La stessa “Cooperazione italiana allo sviluppo” fornisce sulla “riabilitazione stradale“ Kabul-Bamyan una seconda versione (anch’essa consultabilissima), questa volta con un importo complessivo di spesa di 36 milioni di euro e la costruzione di un ponte sulla stessa viabilità per un importo di 2 milioni di euro, nella provincia di Wardak.
Un finanziamento “tricolore” allocato lontanissimo dalla provincia di Herat, con tutta evidenza finalizzato a soddisfare trasferimenti celeri di blindati e colonne militari di Enduring Freedom in uscita da Kabul con direzione est-sud/est, a ridosso del confine con il Pakistan, coperto ipocritamente dalla Farnesina con motivazioni di particolare interesse “turistico culturale“: il sito dei buddha scolpiti nella roccia. Quando i profughi afghani dispersi tra Iran, Turkmenistan e Pakistan sono almeno 4 milioni. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere.
E’ rimasta inoltre famosa la decisione del Ministro degli Esteri D’Alema di destinare 52 milioni di euro alla riforma del… sistema giudiziario dell’Afghanistan, quando in Italia sono attualmente pendenti 3,5 milioni di processi penali e 5,4 milioni di processi civili.
Autolesionismo? Macché. Il Baffo di Gallipoli cercava punti oltreoceano con Bush. Del resto, con l’ attacco alla ex Jugoslavia, per qualche mese, con Clinton c’era già riuscito.
In Afghanistan operano o hanno operato a libro paga del Ministero degli Esteri, per uscite non precisate, Intersos, Alisei, Aispo, Coopi, Msf, Terres des Hommes ed il Cesvi.
Ong, l’ultima, da cui continuano ad uscire pestilenziali vapori di zolfo e personaggi come Barbara Contini, già governatore farsa della provincia di Nassiriya, oggi senatrice del PdL.
I costi già salatissimi della “cooperazione“ a carico dei Ministero degli Esteri sono surclassati da quelli militari della “missione di pace“ sopportati dal Ministero della Difesa, a corto di palanche per tenere in servizio 50.000 tra graduati-precari e sottoufficiali dell’Esercito di cui si libererà Brunetta. Il nuovo Modello di Difesa e le “missioni di pace” dell’Italietta si preparano a lasciare sul terreno molti, moltissimi cadaveri.
Cominciamo ora col dire che agli italiani perbene, quelli che pagano le ritenute d’acconto alla fonte, l’avventura in Afghanistan sta costando nel 2009, centesimo meno centesimo più, 1.000 euro al minuto, 60.000 all’ora, 1.440.000 al giorno e 43.200.000 al mese per un totale (parziale, e spiegheremo il perché) di 525.600.000 euro all’anno. La prima domanda logica che ci viene in mente a questo punto è: in cambio di quale obbiettivo economico-industriale, di quale interesse energetico, commerciale, diplomatico o geopolitico mettiamo sul piatto dell’Afghanistan queste ingentissime risorse finanziarie anno dopo anno per chissà quanto tempo, magari come prevede il Capo di Stato Maggiore di Sua Maestà fino al 2050?
Le finalità del Quirinale, di Palazzo Chigi, Farnesina e Palazzo Baracchini, che ci ripetono tv e giornali sono davvero quelle di combattere i terroristi pashtun del fantomatico Mullah Omar a casa loro perché non vengano a farci fuori a casa nostra?
No.
Sotto c’è ben altro ed un po’ alla volta lo tireremo fuori, dai rapporti Roma-Washington alla “privatizzazione” delle Forze Armate, per passare, se ce ne sarà bisogno, alle modalità di acquisto ed impiego dei Predator ed al resto… spike e designatori laser compresi.
Non butteremo giù dei muri ma ci sentiremo almeno più sereni, con la coscienza tranquilla per non aver taciuto.

giovedì 27 agosto 2009

Baxter: un prodotto conteneva virus vivi dell' influenza aviaria

La compagnia che ha rilasciato materiale virale contaminato con virus dell'influenza da un impianto produttivo austriaco ha confermato venerdì che il prodotto sperimentale conteneva virus vivi dell'influenza aviaria H5N1.
Un portavoce ufficiale dell'O.M.S. Europea ha detto che l'ente sta controllando da vicino lo svolgersi delle indagini sugli eventi che hanno avuto luogo nel laboratorio internazionale di ricerca della Baxter a Orth-Donau, Austria.

A questo punto siamo fiduciosi di poter affermare che al momento il rischio per la salute pubblica e per gli addetti è minimo“ ha affermato l'ufficiale medico Roberta Andraghetti da Copenhagen, Danimarca.
Ma ciò che rimane senza risposta sono le circostanze riguardanti l'incidente nel laboratorio di Orth-Donau della Baxter

Il prodotto contaminato, una mistura dei virus influenzali stagionali H3N2 e di virus H5N1 non menzionati in etichetta, è stato fornito ad una compagnia di ricerca austriaca. La ditta austriaca Avir Green Hills Biotecnology ha poi spedito porzioni del prodotto ai suoi subappaltatori nella Repubblica Ceca, Slovenia e Germania.
L'incidente da contaminazione, che è sotto inchiesta nei quattro paesi europei, è venuto alla luce quando il subappaltatore nella Repubblica Ceca ha inoculato il prodotto a dei furetti ed essi sono morti. I furetti (mammiferi) non dovrebbero morire se esposti ai virus H3N2 dell'influenza umana.

Le Autorità Sanitarie Pubbliche preoccupate per quello che è stato descritto come un “serio errore”da parte della Baxter hanno ipotizzato che la morte dei furetti significasse che il virus H5N1 nel prodotto fosse vivo. Ma la compagnia, Baxter International inc., è stata avara di informazioni inerenti l'accaduto.
Venerdì il direttore delle comunicazioni globali di bioscienze della compagnia ha confermato ciò che gli scienziati avevano sospettato.
“Era vivo “ ha detto in una e-mail Christopher Bona.
Il prodotto contaminato, che Baxter chiama “materiale virale sperimentale” è stato prodotto nel laboratorio di ricerca di Orth-Danau. La Baxter produce i suoi vaccini contro l'influenza - compreso un vaccino umano contro l' H5N1 per il quale è attesa una licenza a breve – in un laboratorio della Repubblica Ceca.

Le persone familiari con le norme di biosicurezza sono sgomente per il fatto che il virus umano H3N2 e il virus H5N1 convivessero in qualche modo nel laboratorio di Orth-Donau.
Numerosi esperti hanno sottolineato che si tratta di una pratica pericolosa che non dovrebbe essere permessa.
Il rilascio accidentale di una mescolanza di virus H5N1 e H3N2 avrebbe potuto provocare conseguenze terribili.
Il virus H5N1 non infetta facilmente gli esseri umani mentre il virus H3N2 sì . Se qualcuno esposto ad una mescolanza dei due fosse stato infettato simultaneamente da entrambi i ceppi , avrebbe potuto servire da incubatrice per un virus ibrido capace di essere trasmesso facilmente da persona a persona .

Questo processo di mescolamento, chiamato riassortimento, è uno dei due modi in cui vengono creati virus pandemici.
Tuttavia non sussistono indizi che ciò sia accaduto .
Non abbiamo alcuna evidenza che sia avvenuto un riassortimento“ ha detto Andraghetti.
E non abbiamo alcuna evidenza di un incremento della trasmissibilità dei virus coinvolti nell'esperimento con i furetti nella Repubblica Ceca“ .
Baxter non ha gettato molta luce – almeno pubblicamente – su come possa essere accaduto l'incidente. Precedentemente questa settimana Bona ha definito l'errore come il risultato di una combinazione di “Semplicemente il procedimento in sé, (ed) errori tecnici ed umani in questa procedura“
Egli ha detto che non poteva rivelare di più perchè avrebbe diffuso informazioni brevettate sul processo di produzione della Baxter.

Andraghetti ha aggiunto venerdì che i quattro governi che stanno investigando stanno cooperando strettamente con l'O.M.S. E il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie a Stoccolma, Svezia.
Siamo in stretto contatto con le autorità austriache per capire quali fossero le circostanze dell'incidente nel loro laboratorio“ ha detto .
E la ragione per cui desideriamo sapere che cosa è accaduto è per prevenire che simili eventi si ripetano in futuro e condividere le lezioni che possono essere apprese da questo evento con gli altri per prevenire simili eventi … questo è molto importante."

Di Helen Branswell, “The Canadian Press”, tradotto per Disinformazione.it da Stefano S.

mercoledì 29 luglio 2009

Omicidio di massa? - di Barbara Milton

Con l’avvicinarsi della data prevista per la distribuzione del vaccino anti virus influenzale pandemico A/H1N1 della Baxter, una giornalista investigativa austriaca avvisa il mondo che sta per essere commesso il più grande crimine della storia dell’umanità. Jane Burgermeister ha recentemente sporto denuncia presso l’FBI contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le Nazioni Unite (ONU) e molti dei funzionari di più alto rango di governi e società in merito al bioterrorismo e ai tentativi di provocare massacri. Ha inoltre preparato un’ingiunzione contro l’obbligo di vaccinazione , che è stata presentata in America. Queste azioni seguono le accuse che ha lei stessa presentato lo scorso aprile contro la Baxter AG e l’austriaca Avir Green Hills Biotechnology per aver prodotto un vaccino contaminato contro l’influenza aviaria, sostenendo che sia stata un’azione intenzionale per causare una pandemia e trarne profitto.

Riassunto delle accuse e allegazioni presentate all’FBI in Austria il 10 giugno 2009

Nelle sue accuse la Burgermeister presenta prove di atti di bioterrorismo, ossia in violazione della legge degli USA, da parte di un gruppo operante all’interno degli USA secondo le direttive di banchieri internazionali che controllano la Federal Reserve, come pure l’OMS, l’ONU e la NATO. Tale bioterrorismo è finalizzato a provocare un genocidio di massa contro la popolazione statunitense mediante l’uso del virus della pandemia influ enzale geneticamente ingegnerizzato con l’intento di causare la morte. Questo gruppo si è impossessato di alti uffici governativi negli USA. In modo specifico vengono portate le prove che gli imputati come Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, David Tabarro, coordinatore ONU per l’influenza umana e aviaria, Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, Kathleen Sibelius, segretario alla salute e ai servizi sociali, Janet Napolitano, segretario del dipartimento di sicurezza nazionale, David de Rotschild, banchiere, David Rockefeller, banchiere, George Soros, banchiere, Werner Faymann, cancelliere austriaco, e Alois Stoger, ministro della sanità austriaco, ed altri fanno parte di questo gruppo criminale internazionale che ha sviluppato, prodotto, accumulato ed utilizzato armi biologiche per eliminare la popolazione degli USA e di altri paesi per m otivi economici e politici.

I capi d’accusa sostengono che questi imputati abbiano cospirato tra loro e con altri per ideare e finanziare, nonché partecipare alla fase finale dell’attuazione di un programma internazionale segreto di armi biologiche, che avrebbe coinvolto le società farmaceutiche Baxter e Novartis. Hanno fatto questo bioingegnerizzando e poi distribuendo agenti biologici letali, specificamente il virus dell’influenza “aviaria” e il “virus dell’influenza suina” per avere il pretesto di attuare un programma di vaccinazione obbligatoria di massa che sarebbe stato il mezzo per poter somministrare un agente biologico tossico per provocare la morte e altre lesioni alla popolazione degli Stati Uniti. Quest’azione è in diretta violazione del Biological Weapons Anti-terrorism Act.

Le accuse mosse dalla Burgermeister comprendono le prove che la Baxter AG, la sussidiaria austriaca della Baxter International, ha deliberatamente fatto uscire 72 chili di virus vivo dell’influenza aviaria, fornito dall’OMS durante l’inverno del 2009 a 16 laboratori in quattro paesi. Sostiene che ciò offra una chiara prova che le società farmaceutiche e le stesse agenzie governative internazionali sono attivamente impegnate nella produzione, nello sviluppo, nella fabbricazione e nella distribuzione di agenti biologici classificati come le più letali armi biologiche sulla terra al fine di provocare una pandemia e causare una strage.

Nei capi d’accusa di aprile, ha notato che il laboratorio della Baxter in Austria, uno dei presunti laboratori di biosicurezza più sicuri al mondo, non ha rispetta to le norme più basilari ed essenziali per la conservazione dei 72 chili della sostanza patogena classificata come arma biologica in modo sicuro separandola da tutte le altre sostanze secondo le rigorose regolamentazioni del livello di biosicurezza, ma ha lasciato che venisse mischiata con il virus dell’influenza comune e l’ha inviata dai suoi stabilimenti di Orth nel Donau.

A febbraio quando un membro dello staff al BioTest nella Repubblica Ceca ha testato su dei furetti il materiale destinato ai vaccini candidati, i furetti sono morti. Questo incidente non è stato seguito da alcuna investigazione da parte dell’OMS, né dell’UE o delle autorità sanitarie austriache. Non c’è stata alcuna indagine sul contenuto del materiale virale, e non vi è alcun dato sulla sequenza genetica del virus messo in circolazione.

In risposta alle domande del parlamento il 20 maggio Alois Stoger, min istro della sanità austriaco ha rivelato che l’incidente non era stato trattato come un errore di biosicurezza, come avrebbe dovuto essere, ma come un’infrazione del codice veterinario. È stato mandato un medico veterinario al laboratorio per una breve ispezione.

Il dossier della Burgermeister rivela che la messa in circolazione del virus sarebbe stata un passo essenziale per provocare una pandemia che avrebbe permesso all’OMS di dichiarare una pandemia di livello 6. Elenca le leggi e i decreti che avrebbero permesso all’ONU e all’OMS di prendere il controllo degli Stati Uniti nel caso di una pandemia. Sarebbero inoltre entrate in vigore leggi che richiedono di osservare l’obbligo di vaccinazione negli Stati Uniti in condizioni di pandemia dichiarata.

La Burgermeister sostiene che l’intera questione della pandemia di “influenza suina” si poggia su un’enorme menzogna e che non esista virus in natura che rappresenti una minaccia per la popolazione. Porta le prove che inducono a credere che sia l’influenza aviaria che l’influenza suina siano state in effetti bioingegnerizzate in laboratorio usando i finanziamenti forniti dall’OMS e da altre agenzie governative, insieme ad altri. Questa “influenza suina” è un ibrido in parte dell’influenza suina, in parte dell’influenza umana e in parte dell’influenza aviaria, una cosa che può solo venire da un laboratorio secondo molti esperti.
L’asserzione dell’OMS che l’“influenza suina” si sta diffondendo e che deve essere dichiarata la pandemia ignora le cause fondamentali. I virus che sono stati messi in circolazione sono stati creati e messi in circolazione con l’aiuto dell’OMS, e l’OMS è enormemente responsabile della pandemia in primis. In aggiunta i sintomi della presunta “influenza suina& rdquo; sono indistinguibili da quelli della comune influenza e del raffreddore. L’“influenza suina” non provoca la morte più spesso di quanto faccia la comune influenza.

[La Burgermeister] nota che i dati relativi ai decessi registrati per l’“influenza suina” non sono coerenti e che non c’è chiarezza in merito a come è stato documentato il numero dei “decessi”.

Non c’è potenziale per una pandemia a meno che non vengano effettuate vaccinazioni in massa per usare l’influenza come un’arma con il pretesto di proteggere la popolazione. Esistono motivi ragionevoli per credere che i vaccini obbligatori saranno contaminati deliberatamente con malattie che sono progettate specificamente per provocare la morte.

Viene fatto riferimento ad un vaccino approvato della Novartis contro l’influenza aviaria che ha ucciso 21 persone senza tetto in Polonia durante l’estate del 2008 e che aveva come “misura primaria di outcome” un “tasso di eventi avverso”, rientrando pertanto nella definizione di arma biologica dello stesso governo statunitense (un agente biologico progettato per causare un tasso di eventi avversi, ossia morte o lesioni gravi) con un delivery system[1] (iniezione). [la Burgermeister] sostiene che il medesimo complesso di società farmaceutiche internazionali e di agenzie governative internazionali che hanno sviluppato e messo in circolazione il materiale della pandemia abbia tratto profitto dall’aver causato la pandemi a mediante contratti per la fornitura dei vaccini. I media controllati dal gruppo che sta ingegnerizzando l’intero ordine del giorno dell’ “influenza suina” sta diffondendo notizie false per convincere la popolazione degli Stati Uniti a sottoporsi alle pericolose vaccinazioni.

I cittadini degli USA subiranno danni e lesioni sostanziali ed irreparabili se verranno obbligati a sottoporsi a questa vaccinazione [di efficacia] non provata senza il loro consenso secondo il Model State Emergency Health Powers Act, il Natonal Emergency Act, la National Security Presidential Directive/NSPD 51, la Homeland Security Presidential Directive/HSPD-20, e l’International Partnership on Avian and Pandemic Influenza.

La Burgermeister accusa coloro che sono menzionati nelle sue allegazioni di aver attuato e/o accelerato a partire dal 2008 negli USA l’implementazione di leggi e regolamentazioni ideate per togliere ai cittadini statunitensi i loro legittimi diritti costituzionali di rifiutare un’iniezione. Queste persone hanno creato disposizioni o hanno lasciato in essere disposizioni tali da rendere criminale il rifiuto di un’iniezione contro i virus pandemici. Hanno imposto altre sanzioni eccessive e crudeli come l’imprigionamento e/o la quarantena nei campi FEMA impedendo al tempo stesso ai cittadini americani di presentare domanda di risarcimento per lesioni o morte causati dalle iniezioni forzate. Questo viola le leggi che disciplinano la corruzione federale e l’abuso di ufficio, come pure [quelle] della costituzione e della Bill of Rights. Attraverso queste azioni, gli accusati citati hanno gettato le basi di un genocidio di massa.

Usando l’ “influenza suina” come pretesto, gli accusati hanno prepianificato la strage della popolazio ne statunitense per mezzo della vaccinazione forzata. Hanno installato una rete estesa di campi di concentrazione FEMA nonché identificato siti per tumulazioni di massa, e sono stati coinvolti nell’ideazione e nell’attuazione di uno schema per consegnare il potere in tutta America ad un sindacato criminale internazionale che usa l’ONU e l’OMS come una facciata per coprire le attività criminali organizzate influenzate da un racket illegale, in violazione alle leggi che disciplinano il tradimento.

[La Burgermeister] accusa il complesso di società farmaceutiche di cui fanno parte la Baxter, la Novartis e la Sanofi Aventis di essere coinvolto in un programma di armi biologiche basato all’estero con un duplice scopo, finanziato dal predetto sindacato criminale e progettato per attuare stragi di massa e ridurre la popolazione mondiale di oltre 5 bilioni nei prossimi dieci anni. Il loro piano è di spargere il te rrore per giustificare l’atto di obbligare la gente a rinunciare ai propri diritti, e per costringerla a quarantene di massa nei campi FEMA. Le case, le società e le fattorie, le terre di quelli che venissero uccisi saranno nelle mani di questo sindacato.

Eliminando la popolazione del Nordamerica, l’elite internazionale avrà accesso alle risorse naturali della regione quali l’ acqua e le terre con giacimenti di petrolio non sviluppate. Ed eliminando gli USA e la loro costituzione democratica includendoli in un’unione nordamericana, il gruppo criminale internazionale avrà il controllo totale del Nordamerica.

I punti salienti del dossier completo

Il dossier completo dell’azione del 10 giugno è un documento di 69 pagine che porta le prove per corroborare tutte le accuse.

Queste comprendono:

-un insieme di fatti che delineano linee temporali e fatti che stabiliscono la “causa probabile”[2] , definizioni e ruoli dell’ONU e dell’OMS, e la storia e gli incidenti dal momento dello scoppio dell’ “influenza suina” nell’aprile del 2009.

-Le prove che i vaccini per l’ “influenza suina” sono definiti come armi biologiche dalle agenzie governative e nelle regolamentazioni che classificano e limitano le vaccinazioni, e la paura dei paesi esteri che i vaccini contro l’ “influenza suina” saranno usati per la guerra biologica.

-Le prove scientifiche che il virus dell’ “influenza suina” è stato bioingegnerizzao in modo da sembrare come il virus influenzale spagnolo del 1918, con citazioni tratte da Swine Flu 2009 is Weaponized 1918 Spanish Flu di A. True Ott, Ph.D., N.D., e da u na relazione della rivista Science Magazine di Dr. Jeffrey Taubenberger et. Al.

-La sequenza del genoma dell’ “influenza suina”.

-Le prove della deliberata messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” in Messico.

-Le prove del coinvolgimento del presidente Obama che descrivono il suo viaggio in Messico che ha coinciso con il recente scoppio dell’ “influenza suina” e con la morte di molti ufficiali che hanno partecipato al viaggio. Viene avanzata l’ipotesi che il presidente non sia mai stato sottoposto ai controlli per l’ “influenza suina” perch&e acute; era già stato vaccinato.

-Le prove in merito al ruolo della Baxter e dell’OMS nella produzione e messa in circolazione di materiale virale pandemico in Austria comprendono una dichiarazione di un funzionario della Baxter che asseriva che l’H5N1 distribuito per errore nella Repubblica Ceca è stato ricevuto da un centro di riferimento dell’OMS. Questo comprende la descrizione di prove e allegazioni dalle accuse della Burgermeister presentate in Austria ad aprile che sono al momento in corso di indagine.

-Prove che la Baxter è un elemento di una rete segreta di armi biologiche.

-Prove che la Baxter ha deliberatamente contaminato il materiale vaccinico.

-Prove che la Novartis sta usando i vaccini come armi biologiche.

-Prove del ruolo dell’OMS nel programma di armi biologiche.

-Prove della manipolazione da parte dell’OMS dei dati della malattia per giustifica re la dichiarazione della pandemia di livello 6 al fine di prendere il controllo degli USA.

-Prove del ruolo della FDA [Food and Drug Administration] nella copertura del programma di armi biologiche.

-Prove del ruolo del Canada’s National Microbiology Lab nel programma di armi biologiche. Prove del coinvolgimento di scienziati che lavorano per il NIBSC nel Regno Unito [National Institute for Biological Standards and Control]e per il CDC [center] nella creazione dell’ “influenza suina”.

-Prove che le vaccinazioni hanno provocato l’influenza letale spagnola del 1918, tra cui il parere del Dott. Jerry Tennant che l’uso diffuso dell’aspirina durante l’inverno che è seguito alla fine della prima guerra mondiale potrebbe essere stato un fattore chiave che avrebbe contribuito all’anticipo della pandemia sopprimendo il sistema immunitario ed abbassando la temperatura corporea, consentendo al virus influenzale di moltiplicarsi. Anche il Tamiflu e il Relenza abbassano la temperatura corporea, e ci si può pertanto aspettare che contribuiscano alla trasmissione della pandemia. Prove della manipolazione del contesto legale per consentire il genocidio con impunità.

-Questioni costituzionali: la legalità o l’illegalità di mettere a rischio la vita, la salute e il bene collettivo con le vaccinazioni di massa.

-La questione dell’immunità e del risarcimento come prova dell’intento di commettere un crimine.

-Prove dell’esistenza di un sindacato criminale corporativo internazionale.

-Prove dell’esistenza degli “ Illuminati”.

-Prove dell’ordine del giorno di riduzione della popolazione degli Illuminati/Bilderberg e del loro coinvolgimento nell’ingegnerizzazione e messa in circolazione del virus dell’ “influenza suina” artificiale.

-Prove che l’uso dell’influenza come arma è stato discusso durante l’incontro del gruppo Bilderberg ad Atene dal 14 al 17 maggio 2009, come parte del loro ordine del giorno di genocidio, compreso un elenco dei partecipanti che, secondo una dichiarazione fatta una volta da Pierre Trudeau, si considerano geneticamente superiori al resto dell’umanità.

I media tengono gli Americani allo scuro sulla minaccia che incombe su di loro

Jane Burgermeister ha la doppia nazionalità irlandese/austriaca ed ha scritto per la rivista Nature, per il British Medical Journal, e per American Project. È corrispondente europea del sito web Renewable Energy World. Ha scritto molto sul cambiamento climatico, la biotecnologia e l’ecologia.

Oltre alle accuse contro la Baxter AG e la Avir Green Hills Biotechnology di aprile che sono attualmente sottoposte a indagine, ha sporto denuncia contro l’OMS e la Baxter insieme ad altri riguardo al caso delle fiale di “influenza suina” destinate ad un laboratorio di ricerca che sono esplose in un affollato treno intercity in Svizzera.

A suo parere il controllo dei media da parte dell’elite dominante ha consentito al sindacato criminale mondiale di portare avanti indisturbato il suo ordine del giorno, mentre il resto della gente rimane allo scuro su quello che succede realmente. Le sue denunce sono un tentativo di aggirare il controllo mediatico e di portare alla luce la verità.

La sua maggiore preoccupazione è che “nonostante il fatto che la Baxter sia stata colta in flagrante vicina al provocare una pandemia, stanno andando anche loro avanti, insieme alle loro società farmaceutiche alleate, con la fornitura del vaccino per le pandemie”. La Baxter si sta affrettando per far arrivare questo vaccino sul mercato a luglio.

NOTE:

[1] ndt via di somministrazione
[2] ndt ‘probable cause’ o sussistenza probabile della causa

Barbara è una psicologa scolastica e autrice di libri di finanza personale, è guarita da un tumore al seno usando trattamenti “alternativi”, è un’esistenzialista nata, studia la natura in tutti i suoi aspetti.

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Fonte:
www.comedonchisciotte.org/